GOVERNISSIMO ME…

E così Draghi ce l’ha fatta. Tomo tomo, il Governatore per eccellenza è riuscito a mettere insieme tutto ed il contrario di tutto. Con la paterna benedizione del Presidente della Repubblica – e grazie alla genialata dell’ineffabile leader di Italia Viva e Vegeta – Draghi sta dando vita, appunto, al suo personale governissimo, con quasi tutti dentro. C’è chi lo ha chiamato di ‘salvezza nazionale’, anche se non è chiaro da chi o cosa dovrebbero salvare la nostra amata nazione tutti i partiti presenti in parlamento, che ora si affollano in maggioranza, eccezion fatta, paradossalmente, per i nazionalisti di Fratelli d’Italia. Erano mesi che ci sentivamo raccomandare che per sconfiggere il maledetto virus bisogna in primo luogo evitare gli assembramenti. Eppure a non mantenere auspicabili distanze di sicurezza e ad assembrarsi indecorosamente come ‘minions’ plaudenti, sono stati proprio quei politici che dovevano darci l’esempio…

La seconda regola anti-Covid era quella d’indossare la mascherina. In questo caso, però, non possiamo rimproverare nulla alla nostra classe politica. Bisogna ammettere che tutti quelli che hanno partecipato alle consultazioni hanno accuratamente celato il loro vero volto dietro la maschera sterile della ‘responsabilità’, facendo a gara ad esaltare la statura da statista del premier del governissimo ‘di salute pubblica’. Tutti allineati e coperti, da Salvini ai residui di quella che una volta si chiamava sinistra, rigorosamente in abito scuro e mascherina patriottica, con sovrano sprezzo del pericolo di smentirsi clamorosamente, confidando forse nella smemoratezza di quel ‘popolo’ di cui pur si riempiono la bocca.

Le norme anti-pandemia prescrivono di lavarsi le mani frequentemente. Ma, anche in questo caso, non possiamo imputare nulla ai nostri rappresentanti in parlamento, dal momento che quasi tutti se ne sono ampiamente lavate le mani. Tanto, a risolvere i nostri problemi, vecchi e nuovi, penserà comunque il prodigioso ‘Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza’. Anche se qualsiasi coperta, si sa, non può essere tirata da tutte le parti, senza finire per scoprire qualcuno. E poi non dimentichiamo che c’è pure il MES, sulla cui prossima e indispensabile venuta ogni giorno profetizzano i MESsia di turno, gridando nel deserto di qualsiasi opposizione, o quanto meno dubbio, sulla sua effettiva provvidenzialità.

E intanto Draghi, sornione eppure accattivantissimo verso gli interlocutori, si prepara a varare il suo esecutivo, lasciando intendere che decide solo lui nomi e ruoli al suo interno, mescolando tecnocrati e teste d’uovo con esponenti politici. Ovviamente qualche contentino, il professor Governissimo me, doveva pur concederlo alla folla di partiti acclamanti alle sue porte, che agitava ramoscelli d’ulivo o, nel caso di Renzi, di palma made in Arabia. Uno dei più clamorosi premi di consolazione graziosamente concessi dal premier è stata l’istituzione del ‘Ministero della Transizione Ecologica’, che ha magicamente sbloccato le resistenze del grillo straparlante e dei suoi seguaci, che hanno gridato al miracolo. Beh, se si tiene conto che a concedere questo preteso ‘presidio ambientalista’ è stato uno dei più potenti esponenti di quella economia capitalista che ha massacrato e sta ancora massacrando l’ambiente, se non di un miracolo si tratta quanto meno di qualcosa di sorprendente…

Peccato che quella stessa operazione, nella Francia macroniana abbia fatto clamorosamente fiasco, mostrandosi per quello che era: una foglia (verde, ok) posta pudicamente sopra le vergogne di uno sviluppo predatorio e di una crescita irresponsabilmente illimitata. Più che altro una penosa ‘transazione ecologica’, che può accontentare gli ambientalisti da salotto e gli im-prenditori del greenwashing, ma che non ha proprio nulla della ‘transizione’ verso un modello di sviluppo alternativo. Cosa ancora più evidente se si considera che non esiste conversione ecologica che non comprenda anche una riconversione delle spese militari in investimenti civili per risanare l’ambiente, anche per difenderlo dai suoi veri nemici: lo sfruttamento delle risorse e delle persone e la devastazione provocata dalle guerre e dalla loro folle preparazione.

Ma Supermario sa bene che cosa può concedere e cosa no. Tracciando il perimetro della sua ingombrante maggioranza e qualificandola come ‘europeista’ ed ‘atlantista’ non ha certamente parlato a caso. L’Europa carolingia che non si smentisce mai (si tratti di migranti o di esportazione di armi), sta infatti perseguendo da molti anni la visione di una ‘difesa comune’, che però non sarebbe affatto sostitutiva dei lacci onerosi che ci vincolano alla NATO, ma addirittura aggiuntiva ed integrativa dell’indiscutibile patto atlantico. In piena pandemia, ad esempio, la Germania della nostra cara Angela nel 2021 spenderà nel settore della difesa ben 53 miliardi, ossia il 3% in più dell’anno precedente. Come se il Covid si contrastasse con missili e carrarmati.

A dire il vero, anche in Italia una bella fetta del PNRR (un piano che, più che la ripresa dopo una crisi insita nell’anglicismo ‘Recovery’, sembra evocare i ‘ricoveri’ di bellica memoria…) sarà destinata – ma evitando discretamente di nominarla – proprio ad investimenti nel settore della difesa. Si tratta di 236 milioni che si aggiungono al già previsto stanziamento per il periodo 2021-2017 di oltre un miliardo e mezzo. E questo in un Paese che già spende per le forze armate più di 26 miliardi del proprio bilancio ed impegna 5.560 nostri ‘missionari armati’ in ben 34 operazioni internazionali. Peccato che di questo i media nostrani preferiscono non parlare, impegnati come sono ad elogiare Mario Draghi e il suo ‘governissimo me’.

(C) 2021, Ermete Ferraro

Il buio oltre la siepe…

buio oltre sietepL’estate sta finendo – ci ripeteva una vecchia canzone – e la maggioranza degli italiani è già tornata alle proprie attività ordinarie, siano esse di studio, di lavoro, domestiche o di altro genere. L’estate sta finendo, certo, ma per molte persone da settembre non è cambiato nulla, visto che la loro esistenza continua (e continuerà…) a trascinarsi nella miseria, nella precarietà e nella continua, talvolta disperata, ricerca di come andare avanti. Si tratta ovviamente dei tanti poveri che vivono nelle nostre città – quegli ‘invisibili’ [i] che in troppi si ostinano a non vedere o ad evitare –  ma anche delle sempre più numerose schiere di migranti che incontriamo per strada, sulle quali si è esercitata per mesi la retorica becera di un populismo intollerante e sempre più esplicitamente razzista.

Ma non è di questa preoccupante deriva culturale e politica che voglio parlare, bensì di un più  preciso e specifico fenomeno, cui con un po’ di buona volontà si potrebbe offrire una risposta concreta e positiva. Mi riferisco ad un aspetto della difficile vita quotidiana dei migranti, in particolare di colore, che li ha visti spesso vittime di gravi incidenti stradali, talvolta mortali. Quelli cui capita di passare in auto per la Domiziana, d’estate e non solo, infatti, hanno sicuramente già notato quanto sia maledettamente pericoloso per i tanti neri che si trovano a vivere in zona percorrere quotidianamente, in bicicletta oppure a piedi, questa superstrada a scorrimento veloce, soprattutto dopo il tramonto. Si tratta di giovani braccianti, venditori di varia mercanzia sulle spiagge, ragazzini e perfino intere famigliole che si spostano da e verso i maggiori centri abitati che ospitano comunità straniere, principalmente africane, come Castel Volturno.

bici 3Basti pensare che qui vivono migliaia d’immigrati in prevalenza irregolari, le cui condizioni di vita sono ai limiti del sopportabile e la cui presenza è vissuta con crescente diffidenza dai cittadini. Le statistiche parlano ottimisticamente di circa 4.000 persone straniere (il 15% dei residenti), con una stragrande prevalenza di immigrati provenienti dai Paesi dall’Africa sub-sahariana, in primo luogo Nigeria e Ghana, ma anche Liberia, Costa d’Avorio, Togo, Sierra Leone, Sudan e Niger. Si tratta di circa il 60% degli ‘ospiti’ di questa città, che vi abitano in modo spesso precario e che da essa quotidianamente si spostano nei dintorni, per continuare a sopravvivere in qualche modo. Un quadro di tale preoccupante situazione – cui il precedente governo aveva deciso di guardare con più attenzione, attivando un piano d’interventi coordinati da un commissario straordinario, ce l’offriva un articolo di alcuni mesi fa:

«Edifici abusivi terreno di spaccio e prostituzione, indebitamente occupati dalla potente mafia nigeriana: gli extracomunitari arrivano dall’Africa in alcuni casi con l’intento di delinquere, in altri, invece, sono vittime degli accadimenti. Problemi noti a chi da anni opera sul territorio, col proposito di migliorarne la vivibilità: “Povertà estrema, mancanza di reddito, un degrado ambientale frutto dell’abusivismo dilagante e di anni di abbandono da parte delle istituzioni – spiega Mimma D’Amico del Centro Sociale di Caserta – Per rilanciare il territorio, occorre mettere in pratica un piano sistemico, che punti sulla formazione delle persone; il degrado c’è e va combattuto, a partire da un rifacimento delle fogne, dalla regolarizzazione delle persone e dal potenziamento dei servizi socio-sanitari.» [ii]

Ovviamente Castel Volturno è solo la punta di un iceberg molto più ampio e profondo. Sono centinaia, in Campania come in altre regioni italiane, le città che ospitano comunità di immigrati africani, i quali ogni giorno sono costretti a spostarsi, a piedi, in bus o in bici, dai luoghi della loro provvisoria residenza a quelli dove si svolge la loro attività di sussistenza. Basta sfogliare i quotidiani o leggere le notizie su Internet per rendersi conto che questo andirivieni è talvolta costato addirittura la vita a chi lo pratica. Parecchi ciclisti di colore, in particolare, sono stati vittime di gravi incidenti stradali, travolti da auto, moto o mezzi pesanti che talora non li hanno nemmeno visti, complice il buio ed il mancato impiego di fanalini, gilet catarifrangenti ed altri semplici presìdi di sicurezza stradale.

bici 6E’ questo il “buio oltre la siepe” cui metaforicamente mi riferisco nel titolo, citando il capolavoro della scrittrice statunitense Nelle Harper Lee.[iii]  Si tratta senza dubbio del buio della paura del diverso e del pregiudizio razziale che ottenebra la mente di troppi sovranisti xenofobi e pian piano rischia di oscurare anche le nostre coscienze. Ma, fuor di metafora, sto parlando più realisticamente del buio assoluto che avvolge di notte le superstrade, lungo le quali soprattutto bambini e lavoratori africani rischiano continuamente di essere investiti, con esiti generalmente gravi o letali. Uno degli episodi più recenti, conclusisi purtroppo tragicamente, si è verificato ad aprile in Puglia, a Melendugno, dove un 46enne locale in moto ha travolto un giovane immigrato della Guinea.

«Considerando una prima ipotesi, sembrerebbe che il salentino sia andato a finire sul ciclista, che – secondo una prima ricostruzione – pedalava senza alcun elemento che potesse fornirgli un minimo di visibilità nel buio di quella strada. L’impatto è stato così devastante che i due corpi sono finiti sulla corsia opposta, a pochi metri di distanza l’uno dall’altro. Non si esclude il coinvolgimento di un terzo mezzo nell’incidente, probabilmente l’auto. I soccorsi sono scattati quando un automobilista di passaggio ha notato lungo la carreggiata la presenza di quei due corpi, con accanto le lamiere dei due mezzi coinvolti. Sul posto sono intervenute due ambulanze, ma purtroppo i sanitari del 118 non hanno potuto far altro che constatare il decesso dei due uomini: ogni tentativo di salvarli è risultato vano.». [iv]

Lo scorso maggio, poi, un giovane immigrato africano è stato travolto da un’auto in una zona centrale di Catania e successivamente non solo lasciato a terra pesto e sanguinante da chi l’aveva investito, ma perfino derubato della bicicletta da alcuni pseudo-soccorritori. [v]  Era già successo tante altre volte, come nel caso dei due immigrati investiti a Villa Literno nel 2016 [vi], oppure del marocchino 47enne in bici, travolto giusto un anno fa a Marcianise da un giovane motociclista drogato.[vii] 

Sono purtroppo tanti gli episodi del genere – di cui non si ha sempre notizia sui media – che si sono succeduti nel corso degli anni nelle regioni meridionali, in particolare in Sicilia e Campania. [viii]

Che cosa fare allora? E’ ammissibile che alle dure condizioni di vita degli immigrati debba anche aggiungersi il continuo rischio di perdere la vita sol perché, di notte, essi diventano ancora più invisibili?bici con gilet 1

A questa domanda qualcuno ha cercato di dare una risposta, spontanea ed efficace. Sono i coniugi Antonio e Antonietta Tartaglia, come di ha riferito un recente articolo da Foggia di Tatiana Bellizzi per la Repubblica:

«Un dono salva vita – Pettorine catarifrangenti gratis per tutti i migranti che la sera percorrono le strade buie di campagna in sella alle biciclette rischiando la vita. Il regalo arriva dai titolari di un negozio di articoli sportivi ad Orta Nova, nel Foggiano, un paese di poco più di 17mila abitanti, a forte vocazione agricola. Un piccolo centro che in questo periodo raddoppia la propria popolazione per la raccolta dei pomodori.[…] Un’iniziativa quella di Antonio, Antonietta e del figlio Gianpaolo, che pone nuovamente al centro dell’attenzione il tema della sicurezza stradale nel Foggiano. «Sappiamo che nel corso degli anni sono stati tantissimi i casi di investimenti mortali di africani avvenuti in particolar modo proprio lungo le strade che attraversano quelle campagne» raccontano Antonio ed il figlio Gianpaolo. ”Per questo abbiamo messo a loro disposizione le pettorine salva vita”.». [ix]

Questa esemplare ed originale iniziativa, ripresa dall’articolo, ha ispirato un nota esponente dell’associazionismo animalista, Mirella De Simone, che ha deciso di mettere a disposizione una discreta somma per darle seguito anche in Campania, appoggiandosi sul piano organizzativo all’associazione “Verdi Ambiente e Società” [x] di cui è sostenitrice da anni. Ovviamente noi del Coordinamento regionale per la Campania di V.A.S.- coordinato da Nicola Lamonica – ed del Circolo V.A.S. Napoli [xi] , di cui sono responsabile, abbiamo volentieri accettato questa offerta, continuando in tal modo ad operare nella tradizione di un’associazione che non limita mai il proprio intervento alla sola protezione dell’ambiente, ma è da sempre attenta alle problematiche sociali, ai diritti umani ed alla legalità.

L’iniziativa concordata, dunque, consiste nell’acquisto e donazione di almeno un centinaio di giubbetti catarifrangenti ‘salvavita’ ad un’associazione che si occupa della tutela dei migranti nell’area di Castel Volturno, proprio per cominciare a fronteggiare il triste fenomeno sul quale mi sono soffermato. Questi gilet ad alta bici gilet 2visibilità saranno del tipo omologato alla normativa in vigore (UNI EN 471) e saranno distribuiti quanto prima ad altrettanti immigrati probabilmente attraverso una storica realtà locale impegnata nel sostegno materiale e morale agli immigrati, il Centro Fernandes di Castel Volturno [xii], col cui direttore, il dott. Antonio Casale, abbiamo già preso contatto.

Che dire? Si sa che il bene è contagioso e, anche in questo caso, una ‘buona pratica’ di accoglienza ed attenzione ai più deboli può dar vita ad altre simili, nello spirito di solidarietà sociale ed umana che dovrebbe ricordare a tutti di “restare umani” e non cedere alla tentazione di parlare sempre di ‘noi’ in strumentale contrapposizione a ‘loro’. Di recente il Papa ha espresso sostengo per un’iniziativa della Caritas internazionale a sostegno dei rifugiati e dei migranti dal titolo “Condividiamo il cammino”.[xiii]  Ebbene, in tal modo anche noi di V.A.S., nel nostro piccolo, intendiamo dare il nostro contributo affinché il ‘cammino’ di questi nostri fratelli possa diventare più sicuro ed essi smettano finalmente di restare ‘invisibili’ o, peggio, di essere usati come semplici numeri, su cui agitare la propaganda politica.

© 2018 Ermete Ferraro (www.ermeteferraro.org )


N O T E

[i] Era questo l’efficace titolo di un programma televisivo sui c.d. ‘senza fissa dimora’,  curato da Marco Berry e trasmesso da Italia1 in sette puntate, dal 2003 al 2004 > https://it.wikipedia.org/wiki/Invisibili . V. anche > http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9ac9cfd7-1ebf-46f6-9406-184a0f83bb5f.html

[ii] Roberto Alpino, “Viaggio a Castel Volturno dove vivono 15000 immigrati irregolari”  (20.02.2018) , Euronews > http://it.euronews.com/2018/02/20/castel-volturno-citta-dei-migranti

[iii] Vedi la voce “Il buio oltre la siepe” in Wikipedia.it > https://it.wikipedia.org/wiki/Il_buio_oltre_la_siepe_(romanzo)  e “To Kill a Mockingbird” in en.wikipedia > https://en.wikipedia.org/wiki/To_Kill_a_Mockingbird

[iv] Federica Sabato, “Tragedia nella serata: travolti in moto e in bici, due morti” (04.04.2018), Il quotidiano di Puglia > https://www.quotidianodipuglia.it/lecce/sulla_melendugno_lecce-3648139.html

[v] Redazione, “Sono nero, non ho diritto anch’io di essere aiutato?” (27.5.2018), Newsicilia.it > https://newsicilia.it/cronaca/sono-nero-non-ho-diritto-anche-io-di-essere-aiutato-giovane-investito-e-lasciato-a-terra-sanguinante-a-catania/326293

[vi] Fabio Mencocco, Investe e uccide due immigrati  in bici, poi scappa…” (30.05.2016),  ilmattino.it > https://ilmattino.it/caserta/travolge_due_immigrati_in_bici_e_scappa_villa_literno-1764113.html

[vii] “Caserta, positivo a 4 droghe, investe e uccide immigrato in bici”, sky-tg 24 > https://tg24.sky.it/cronaca/2017/09/11/caserta-incidente-moto-droga-immigrato-morto.html

[viii] Vedi, ad es., gli articoli seguenti: https://napoli.repubblica.it/dettaglio/immigrato-muore-travolto-in-bici-il-pirata-identificato-grazie-a-un-video/1698681 , http://trapani.gds.it/2017/02/16/migrante-in-bici-travolto-da-auto-a-marsala-il-sindaco-accusa-i-centri-daccoglienza_629612/ , https://castelvetranonews.it/notizie/attualita/selinunte/il-buio-sulla-strada-verso-selinunte-e-immigrati-in-bici-quanto-vale-una-vita-durante-la-notte/ , https://www.tp24.it/2018/02/02/cronaca/marsala-giovane-bicicletta-investito-trapani-unauto/117441

[ix] Tatiana Bellizzi, “I coniugi che danno le casacche salvavita in dono ai braccianti” (05.09.2018) , la Repubblica > http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/09/05/i-coniugi-che-danno-le-casacche-salva-vita-in-dono-ai-braccianti16.html

[x] “Verdi Ambiente e Società” Onlus-APS (acronimo: V.A.S.) è un’associazione nazionale di protezione ambientale operante dal 1991 e riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente. Il suo ambito di azione va ben oltre l’ambientalismo puro e semplice, in quanto i suoi circoli si occupano di tante altre tematiche di ordine sociale e culturale, dall’ecopacifismo alla protezione civile, dall’ecoturismo all’alimentazione naturale e libera da veleni, dall’impegno antimafia alla prevenzione degli incendi boschivi. Per approfondimenti visita il sito nazionale di V.A.S. >  http://www.vasonlus.it/

[xi] Su VAS-Campania e sul Circolo Metropolitano di Napoli visita il sito territoriale > http://www.vascampania.net/

[xii] Visita il sito web del Centro Fernandes > http://www.centrofernandes.it/storia.htm

[xiii] Cfr.: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/caritas-papa-sui-migranti-non-sono-minaccia-1542733.html  – http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-07-06/l-appello-papa-migranti-dio-vuole-nostre-mani-soccorrerli-113558.shtml?uuid=AE5Ux4HF  – http://www.ilgiornale.it/news/politica/migranti-papa-i-poveri-che-si-muovono-fanno-paura-chi-vive-1572761.html