Militarizzare anche la ginnastica? Ma anche no…

Un’amica pacifista mi ha segnalato questo manifesto, che pubblicizza una tecnica ginnica esplicitamente ispirata all’addestramento militare, qualificandola come “una proposta diversa”.  E diversa lo è davvero, visto che – leggendo le informazioni fornite dal sito di riferimento – si nota che chi la promuove ci tiene a prendere le distanze dalla tradizionale ginnastica delle palestre, che cercherebbe di compensare la sedentarietà ed il ritmo troppo statico della vita moderna solo in nome del fitness, cioè di una forma fisica di natura prevalentemente estetica.

Tali corsi il più delle volte risultano una coperta troppa corta, in quanto il cliente del centro fitness cerca solitamente di evitare un eccessivo sforzo fisico. Il cliente, dopo un’ora di corso, vuole sentirsi ancora riposato. […] qui nasce lo scarso risultato fisico di molti utenti dei centri fitness, in conseguenza la scarsa affiliazione dei centri stessi. Da qui, per esperienza personale, è nata la Ginnastica Dinamica Militare Italiana, una tipologia di allenamento consolidata nel tempo”. [i]

Gli attributi dinamica, militare e italiana, che qualificano tale proposta ginnica sono già abbastanza espliciti rispetto al loro modello di riferimento, come l’uso del sostantivo sfida e l’insistenza sulla diversità della G.D.M.I., pur chiarendo che si tratta di una disciplina sportiva riconosciuta fin dal 1978 dal CONI, attraverso il C.S.I. Questa proposta, peraltro, fa esplicito riferimento ad alcuni ‘principi’ di fondo:

Chiunque può far parte di Ginnastica Dinamica Militare Italiana, ma deve indossarne i colori, abbracciarne pedagogicamente i precetti, credere che siamo in vita per un percorso di adattamento conoscitivo alle avversità e che tanto più si conosce adattandosi, insieme e non individualmente, quanto più si avanza in un cammino che non finisce su un binario morto”. [ii]

Qui il linguaggio adoperato deborda dal tono pubblicitario al propagandistico, evocando i tipici ‘valori’ militari, come l’etica dello sforzo, il superamento del limite fisico e l’impegno a adattarsi collettivamente alle ‘avversità’.  Si avvertono in sottofondo gli echi della tradizionale retorica ‘maschia’ delle forze armate, che da sempre fa appello a motivazioni quali: “coraggio, disciplina, austerità, obbedienza …. spirito di sacrificio, cameratismo, spirito di corpo… altruismo…. senso del dovere… fermezza, tenacia, ordine… abnegazione”. [iii]

Ma veniamo ai tre ‘principi’ ispiratori di questo allenamento ginnico, la cui carta d’identità è così sintetizzata: “adatto a tutti – senza attrezzi – solo il tuo corpo – forza esplosiva[iv]. Il primo di essi recita:

Le esercitazioni sono sempre condotte in assetto antigravitario con totale assenza di marchingegni carichi in contro resistenza”, motivando il rifiuto di ogni attrezzatura meccanica come un allenamento artificiale, in quanto sarebbe un “adattamento muscolo attivo del corpo che viene protocollato dal cervello come necessario e che porterà all’ipertonia ma non all’armonia e funzionalità fisiologica”.[v]

Il secondo assioma della G.D.M.I. è così enunciato:

Totale mancanza di comfort e, quindi, attività svolta a creare un processo adattivo importante permanente e progressivo di carattere educativo culturale fisico motorio”. Ecco perché si utilizzano “spirito e corpo delle dinamiche di appartenenza militare in quanto le esercitazioni proposte vengono date in forma di comando, un metodo atto a forzare con la dovuta aggressività le barriere resistenti psico-culturali che sono alla base dei processi di adattamento alla sedentarietà e alla disapplicazione fisico sportiva[vi].

Il terzo e ultimo ‘principio’ , dopo aver sottolineato la “totale assenza di competizione”, riconduce questa scelta alla solidarietà-collettività tipica dell’addestramento militare, in quanto

l’impegno del gruppo a ripetere tutti insieme l’esercizio non fatto dal singolo, come nelle caserme, serve a creare coesione[vii].

Al di là della retorica militare che trasuda anche dalle immagini che accompagnano queste enunciazioni sul sito web (raffiguranti schiere di atletici e atletiche giovani che si esercitano… uniformemente e a corpo libero rigorosamente all’aperto, tra bandiere e scudetti tricolori, seguendo i ‘comandi’ del loro allenatore), è importante soffermarsi sul lessico utilizzato, tipico di un codice ben preciso. Infatti, da espressioni come sfida, adattamento, totale mancanza di comfort, spirito di appartenenza militare, comando, dovuta aggressività, esercizio alla coesione affiora una ben precisa visione cameratesca e ‘formativa’, caratteristica dell’allenamento tosto e maschio da caserma.

Dopo la militarizzazione delle istituzioni scolastiche ed universitarie, quindi, si afferma sempre più il connubio sport-militari, che in questo caso va oltre la tradizionale intromissione delle forze armate in ambito atletico-olimpionico (attraverso i gruppi sportivi di esercito, carabinieri, polizia, guardia di finanza ed altri corpi), ma pervade anche l’ambito ginnico, proponendosi perfino ai più giovani come un modello ‘alternativo’.

Preparati a cambiare te stesso è lo slogan di questa disciplina. Bisogna capire però in quale direzione viene orientata questa proposta di cambiamento, marcatamente ispirata ai cosiddetti ‘valori’ militari. Alla disciplina e allo spirito di corpo la nonviolenza contrappone invece un ben diverso modello di valorizzazione della fisicità, più profondo, non aggressivo, incentrato sulla persona ma al tempo stesso cooperativo.

In questa giornata mondiale della nonviolenza, quindi, colgo l’occasione per ricordare che addestrarsi ad essa, secondo Gandhi, richiede una disciplina interiore, la forza della verità e la trasformazione personale, con una integrazione armoniosa delle dimensioni intellettuale, corporea e spirituale dell’individuo.  Il resto lasciamolo alla retorica da caserma.


[i]  Cfr. il sito web, alla pagina https://www.gdmi.it/chi-siamo/

[ii] Ibidem

[iii] Cfr. voce “Etica militare’ in Wikipedia > https://it.wikipedia.org/wiki/Etica_militare#:~:text=Oltre%20questi%20valori%20fondamentali%20per,da%20gentiluomo%2C%20fedelt%C3%A0%20personale%20al

[iv]  Cfr. https://www.gdmi.it/

[v]  Cfr. https://www.gdmi.it/il-metodo-gdmi/

[vi]  Ibidem

[vii] Ibidem


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