IL NUOVO “INGANNO NUCLEARE”

   di Ermete Ferraro

 

In un suo libro-inchiesta del 1978, Mario Fazio ebbe il merito di denunciare efficacemente i vari aspetti di quello che, già dal titolo, chiamò “l’inganno nucleare”, mettendo in luce la spregiudicata campagna nuclearista dei governi di allora, basata su dati manipolati e sull’occultamento di quanto già allora si sapeva.

Ebbene, dopo quasi 30 anni, Antonio D’Acunto – il leader ambientalista napoletano che già a quei tempi fu uno dei pochi a smascherare quell’inganno anche all’interno del vecchio PCI – è stato costretto a tornare sul problema, per denunciare lo strisciante e subdolo ritorno della disinformazione nuclearista e le ambiguità della nuova sinistra post-comunista.

L’intervento dell’amico D’Acunto è troppo articolato, preciso e documentato perché io possa cercare di sintetizzarlo, per cui vi rimando senz’altro alla lettura dell’articolo, che potete trovare come editoriale su www.vasonline.it e su www.vascampania.org e, come documento, sul sito del Circolo napoletano (www.vasnapoli.org ).

Quello che vorrei sottolineare, invece, è il cumulo di falsità e di mezze-verità che i media ci stanno vomitando addosso quotidianamente, per convincerci che l’unica scelta intelligente è quella di cancellare le “assurde” pregiudiziali “ideologiche” e darsi da fare per recuperare il tempo perduto sulla strada smarrita del “nucleare buono”, quello “sicuro”, l’unico che può salvarci da un’irreversibile crisi energetica…

Dopo i “casini” sollevati in proposito dall’omonimo leader dei penosi eredi della vecchia DC, e dopo varie esternazioni da parte di “scienziati”, capindustriali, opinionisti ed altri componenti del circo barnum mediatico, ecco che dalle chiacchiere si passa ai fatti, e nel peggiore dei modi!

Il governo Prodi ha firmato un accordo con i nostri dirimpettai francesi – i più sfegatati supporters del nucleare-a-tutti-i-costi  – che prevede una partnership tra “Electricité de France” e la nostrana ENEL, finalizzata alla realizzazione di 6 impianti nucleari E.P.R., per il primo dei quali l’Italia si è impegnata per una quota di partecipazione  del 12,5% .

Ma gli Italiani non avevano votato – al referendum – non solo per chiudere il capitolo del nucleare nel nostro Paese, ma anche per interdire accordi di partecipazione su impianti nucleari altrui?

Se l’80% , nel 1987, ha votato SI’ anche al quesito referendario che suonava così: “volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all’estero?”, con quale diritto il prode governo di centrosinistra si mette sotto i piedi quella scelta, finora mai smentita?

Dice: sì vabbé, ma non possiamo più rimandare scelte indispensabili.  Indispensabili a chi? Al solito complesso militare-industriale che provoca e gestisce guerre in giro per il mondo, speculando sulle fonti energetiche e agitando lo spettro del terrorismo per terrorizzarci e farci imbarcare in sciagurate avventure belliche?  Indispensabili forse ai saggi “riciclatori” degli scarti nucleari, tanto utili per fabbricare missili e carrarmati, facendo vittime sia tra i nemici sia tra i propri stessi soldati?

E’ energia pulita e a basso impatto ambientale, dicono. D’Acunto ci ricorda che il rendimento delle centrali nucleari è, al massimo del 30% e, se non partiamo dall’uranio già arricchito, scende addirittura a meno dell’1%.

E da chi dovremmo comprare quest’ultimo, se non da quei paesi che, guarda caso, sono anche delle potenze atomiche civili e militari, che sono ovviamente tra i principali “riprocessatori” dell’uranio e potenziali avvelenatori del nostro pianeta?

E, a prescindere dalla pretesa “sicurezza”  dei reattori della nuova generazione, dove accidenti andremmo a gettare le scorie di questa potenziale abbuffata nucleare, visto che non siamo stati capaci neppure di neutralizzare quelle delle nostre quattro centrali precedenti, chiuse ormai da vent’anni?

E da quali tasche i nostri prodi governanti pensano di far uscire i 100 miliardi di euro necessari per le ipotesi nucleariste, a fronte di un risultato che sarebbe, tutt’al più, pari ad un quarto del fabbisogno energetico italiano?

Eppure tv e giornali sembrano inneggiare alla lungimiranza di queste scelte e nessuna nube (radioattiva…) sembra oscurare il cielo sereno di chi – a destra come al centro e a sinistra – continua a fare i conti senza (se non contro…) la giusta e motivata contrarietà degli Italiani.

Di fronte a questa folle megalomania – che si rifiuta assolutamente di affrontare il vero problema, che è quello del risparmio energetico e della de-crescita – l’unica cosa da fare è “protestare per sopravvivere” (come ammoniva già alcuni decenni fa un ecopacifista inglese), pretendendo che scelte del genere siano fatte nel rispetto della volontà effettiva dei cittadini – senza tentare d’imbonirli con chiacchiere e falsità – e quindi (mi si passi il gioco di parole)….alla luce del sole!