Serpenti & Colombe

Durante la recente riunione plenaria del Comitato Pace e Disarmo Campania [i], convocata alla ripresa delle attività per rilanciarne nel modo più efficace le azioni, padre Alex Zanotelli – che ne è animatore e portavoce – fra l’altro ha citato la nota frase evangelica in cui Gesù ammaestra i suoi discepoli, avvertendoli di stare attenti, poiché li sta inviando a predicare la Buona Notizia in un mondo ostile ed assai poco disposto ad accettarla. Il versetto in questione, nella traduzione corrente della Chiesa Cattolica, suona: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe [ii]  Gli aggettivi italiani utilizzati per indicare i due atteggiamenti, apparentemente contrastanti, che il Maestro suggeriva allora (e propone anche oggi a chi voglia farsene seguace e testimone) sono evidentemente il calco di quelli impiegati nella Vulgata latina (IV secolo, san Girolamo): «Ecce ego mitto vos sicut oves in medio luporum estote ergo prudentes sicut serpentes et simplices sicut columbæ [iii]  Talvolta però accade che la tradizionale fedeltà alla versione latina del Nuovo Testamento rischi di tradire il senso del testo evangelico originario, che in lingua greca è: «δού, γ ποστέλλω μς ς πρόβατα ν μέσ λύκων· γίνεσθε ον φρόνιμοι ς ο φεις κα κέραιοι ς α περιστεραί.» [iv]

Nel mondo protestante ed evangelico l’attenzione al testo originale è più evidente, come dimostrano le conseguenti varianti nelle diverse versioni delle Sacre Scritture. Un utilissimo e moderno presidio per lo studio biblico è il sito web cui spesso attingo nelle mie ricerche (www.blueletterbible.org ), che non si limita ad offrire il testo inglese dei versetti ricercati, ma offre   la gamma delle versioni bibliche di tradizione anglosassone-protestante. Consultando questa risorsa informatica a proposito del versetto di Matteo in questione, infatti, le traduzioni offerte dei due aggettivi sono, rispettivamente “wise” (saggio – sapiente) ed “harmless” (innocuo – inoffensivo).[v] Da una ricerca più approfondita delle varie versioni inglesi, però, risulta che gli aggettivi possono essere anche altri. Nel primo caso: shrewd = scaltro, astuto, accorto (NIV), wary = cauto, diffidente (NASB20), prudent = prudente(DBY) e, nel secondo caso: innocent = innocente (ESV – CSB…) e guileless = ingenuo (DBY). [vi]

Di fronte a questo ventaglio di possibili (ma diverse) traduzioni viene spontaneo chiedersi quali attributi Gesù abbia effettivamente usato per rendere i propri discepoli più consapevoli del miglior atteggiamento da adottare nella loro difficile opera di evangelizzazione? Purtroppo non conosciamo gli aggettivi ebraici (o meglio, aramaici) che furono allora pronunciati dal Cristo, ma abbiamo comunque a disposizione il testo greco originale, dal quale possiamo appunto estrapolare il senso più autentico (direi etimologico) di quei due attributi.

Il primo è φρόνιμος /phròsimos che, nel lessico cui rinvia il sussidio inglese citato, viene  tradotto: «Intelligente, saggio, prudente, cioè attento ai propri interessi, riflessivo, cioè sagace o discreto (implicando un carattere cauto; denota abilità pratica o acume; indica piuttosto intelligenza o acquisizione mentale);[…] נ בון, ח כ ם, מ ב ין = intelligente, comprensivo.» [vii]   Un vocabolario on line del greco antico traduce φρόνιμος con: “intelligente, prudente, saggio, giudizioso, perspicace[viii], ma basta consultare il nostro classico ‘Rocci’ per comprendere che l’aggettivo deriva dal verbo greco φρονέω (phronéo), indicante l’essere saggio, assennato, ragionevole, riflessivo [ix], da cui anche il sostantivo φρόνημα (phrònema), ossia: intelligenza, pensiero etc. [x]. L’immersione nel testo originario, dunque, ci consente d’interpretare metaforicamente il serpente come simbolo di un’intelligenza/conoscenza della realtà che rende saggi, prudenti, giudiziosi ed accorti. Ecco perché i seguaci di Cristo dovrebbero prendere molto sul serio la Sua paterna raccomandazione di non lasciarsi prendere dall’emotività, dallo spontaneismo e dall’imprudenza, proprio perché riflessione e cautela non denotano un atteggiamento timoroso o vile ma, al contrario, la piena consapevolezza della necessità di agire ‘nel mondo’ [xi] con saggezza e, perché no, anche con scaltrezza, consci di operare in un contesto spesso ostile o comunque poco accogliente verso una proposta radicalmente alternativa. Particolarmente interessante, sul piano teologico, è il riferimento di Gesù in questo contesto proprio ad un animale ‘scomodo’ e con una cattiva fama come il serpente (ὄφις – òphis). Se ne parla infatti in 8 testi biblici, sia dell’Antico Testamento (Genesi) sia di quello Nuovo (Matteo, Marco, Luca, Giovanni, I e II lettera ai Corinzi, Apocalisse) e quasi sempre in modo negativo, cioè come animale astuto, tentatore ed infido. Ciononostante, in Mt. 10:16 il Maestro indica proprio il serpente come simbolo di un atteggiamento cauto, attento e saggio, invitandoci a non ignorare i pericoli della scelta evangelica e ad essere quindi pratici, prudenti, concreti e – come si dice a Napoli – abbasàti, ossia saggi e capaci di mantenere ‘i piedi per terra’.

Il secondo attributo da approfondire è ἀκέραιος / akéraios, comunemente reso in italiano con semplice ricalcando la versione latina, ma di cui abbiamo visto possibile scegliere fra altre possibili traduzioni (innocuo, inoffensivo, innocente, ingenuo). In effetti, come risulta consultando un vocabolario del greco antico, ci sarebbero ulteriori modi di rendere questo aggettivo: intatto, incolume, illeso, intero, integro, incontaminato, puro. [xii] L’etimologia di ἀκέραιος/akéraios, d’altra parte, rinvia principalmente al concetto di integrità (l’alfa privativa nega infatti l’aggettivo kèraios che allude alla distruzione, alla separazione di qualcosa d’intero), ma anche al verbo greco κεράννυμι / kerànnymi, il cui senso è mescolare, mischiare e, in un certo senso, contaminare. In questo caso, l’animale-simbolo di tutte le qualità elencate, nel versetto di Matteo, è la colomba (in greco περιστερά – peristerà), da sempre iconica rappresentazione della pace, della riconciliazione, della mansuetudine e dell’innocenza. Uccello diffusissimo in Palestina, essa nella Bibbia è metafora della salvezza che Dio concede misericordiosamente a coloro che sono stati traviati dall’antico serpente, ma è anche simbolo proverbiale di semplicità ed ingenuità, oltre che di purezza ed integrità. L’avvertimento del Maestro ai suoi discepoli, dunque, è quello di mantenersi puri, integri e semplici, senza però cadere nelle trappole di un mondo (κόσμος / kosmos) che aspetta solo l’occasione per catturarle e metterle a tacere, proprio come il proverbiale lupo con le pecore.  Certo, le colombe volano e vedono le cose dall’alto, così come dovrebbe fare un seguace e testimone di Cristo, che voglia mantenersi fedele al suo insegnamento d’amore e di pace. Ma c’è bisogno anche dell’attenzione accorta e prudente dei serpenti, che conoscono bene il terreno nel quale si muovono cautamente, proprio per non cadere in una religiosità astratta, spiritualistica e disincarnata.

C’è anche un altro brano evangelico che ci lascia un po’ spiazzati, quando leggiamo che Gesù aveva affermato: «I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce» (Lc 16:8). Ma forse è proprio la ‘scaltrezza’ dei serpenti che può aiutarci ad uscire dalla teoria astratta, per restare sì integri ma non ingenui ed incapaci di concretezza pratica. La nonviolenza attiva, infatti, è sempre stata uno stimolo ad agire secondo principi etici irrinunciabili, ma perseguendo obiettivi concreti, fattivi e raggiungibili. Riprendiamo quindi il nostro percorso di pacifisti, ma senza dimenticarci dell’avvertimento di Gesù e sforzandoci di coniugare l’integrità e l’in-nocenza delle colombe con la saggia prudenza dei serpenti.

Note


[i] Visita https://www.pacedisarmo.org/  e https://www.facebook.com/comitatopacedisarmo

[ii] C.E.I.: Matteo 10,16 https://ora-et-labora.net/bibbia/matteo.html#cap_vangelo_secondo_matteo_10  Cfr. anche https://www.bibbiaedu.it/GRECO_NT/nt/Mt/10/?compareto=INTERCONFESSIONALE

[iii] https://www.bibliacatolica.com.br/it/vulgata-latina-vs-la-sacra-bibbia/evangelium-secundum-matthaeum/10/#

[iv] Cfr. https://www.blueletterbible.org/kjv/mat/10/16/t_conc_939016  e https://www.bibbiaedu.it/GRECO_NT/nt/Mt/10/

[v]  https://www.reverso.net/traduzione-testo#sl=eng&tl=ita&text=wise  e  https://www.reverso.net/traduzione-testo#sl=eng&tl=ita&text=harmless

[vi] https://www.blueletterbible.org/kjv/mat/10/16/t_bibles_939016

[vii] https://www.blueletterbible.org/lexicon/g5429/kjv/tr/0-1/

[viii] https://www.grecoantico.com/dizionario-greco-antico.php?parola=%CF%86%CF%81%E1%BD%B9%CE%BD%CE%B9%CE%BC%CE%BF%CF%82

[ix] Cfr. L. Rocci, Vocabolario Greco-Italiano, Città di Castello, Società Dante Alighieri, 1970

[x]  Cfr. https://www.grecoantico.com/dizionario-greco-antico.php?lemma=FRONHMA100

[xi]  Cfr. Gv. 15:18-21

[xii] Cfr. Rocci, cit.

© 2024 Ermete Ferraro

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